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domenica 14 novembre 2010

Recensione del film "Ogni cosa è illuminata"

Titolo: Ogni cosa è illuminata
Regia: Liev Schreiber
Anno: 2005
Genere: Commedia

Questo Film è stato tratto dal romanzo del 2001 “Everything is illuminated” di Jonathan Safran Foer, il regista ha deciso di farne un film per il fatto che anche lui ha avuto una storia simile nella sua vita. 


Trama: Un collezionista ebreo americano decide di andare a cercare la donna che, durante la seconda guerra mondiale, aveva salvato suo nonno. In questo viaggio lo aiuterà un ragazzo del posto, che parla uno scarso inglese. 


Opinione:In questo film di Schreiber la differenza tra comico e tragico è molto evidente, e divide il film in due. Nella prima parte del film, dove conosciamo la famiglia di Alex, l'ironia e la comicità sono molto evidenti. Le differenzi culturali tra i due protagonisti ironizzano il film. Nella seconda parte, la comicità lascia posto alla tragedia dell'Olocausto, tema del film, sul l'importanza del ricordo della memoria. Quello che inizia come un viaggio alla ricerca della storia di famiglia, si trasforma in un'esperienza straordinaria, sul ricordo della memoria e l'importanza dell'amicizia. Questo film è uno dei più belli che parlano di Shoah, al contrario di film come Schindler's list, che parlano più di una testimonianza, questo film richiede un coinvolgimento esterno nella ricerca di ricordi, proprio per non dimenticare.
Vedi il Trailer.


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